Gestire la Dolore nei Cani e Gatti: Un Approccio Integrato tra Scienza e Terapie Olistiche
- M.V. Claudia Barbieri
- 11 set
- Tempo di lettura: 5 min
Settembre è il Mese della Consapevolezza del Dolore, un momento dedicato alla sensibilizzazione su come riconoscere e gestire il dolore nei nostri compagni animali. Proprio come gli esseri umani, anche cani e gatti possono soffrire di dolore acuto e cronico. Affrontare il loro dolore non è solo una necessità medica, ma anche un obbligo morale radicato nella compassione e nel rispetto per le vite che condividiamo con loro.
In primo luogo, dobbiamo capire che il dolore è il sistema di allarme vitale del corpo e segnala danni tissutali effettivi o potenziali, allertando il cervello attraverso il sistema nervoso e inducendo comportamenti protettivi per evitare ulteriori lesioni. Sebbene questa risposta sia fondamentale per la sopravvivenza, a volte il dolore può estendersi oltre il suo scopo originale. Quando diventa cronico, non funge più da avvertimento, ma diventa mal adattivo, influenzando la salute fisica, emotiva e comportamentale. Questa transizione da dolore protettivo a dolore persistente può ridurre gravemente la qualità della vita di un animale.
Le linee guida globali sulla gestione del dolore della WSAVA identificano il dolore come il "quarto segno vitale", sottolineando la sua importanza accanto a temperatura, battito cardiaco e respirazione. Una valutazione regolare e un trattamento tempestivo del dolore sono quindi componenti essenziali della cura veterinaria.
Inoltre, il dolore può manifestarsi in diverse forme, come il dolore infiammatorio, che è il risultato di danni tissutali e attiva le terminazioni nervose per inviare segnali di sofferenza al cervello. Il dolore neuropatico, a sua volta, deriva da nervi danneggiati o disfunzionanti, e il dolore cronico mal adattivo, spesso legato a condizioni come l'osteoartrite, la malattia parodontale, i disturbi spinali, le infezioni dell'orecchio, le ulcere gastrointestinali o la cistite, non ha alcuna funzione biologica e viene sostenuto da meccanismi cellulari che coinvolgono mastociti e microglia. Queste cellule rilasciano mediatori infiammatori che sensibilizzano il sistema nervoso, bloccando il corpo in un ciclo di disagio cronico.
Uno degli aspetti più difficili nella gestione del dolore veterinario è riconoscere il disagio negli animali, poiché spesso mascherano i segni di sofferenza. Così, un'osservazione attenta è fondamentale, e cambiamenti nel comportamento, come riduzione dell'attività, cambiamenti nella postura o nella camminata, perdita di appetito, alterazioni nel comportamento di toelettatura, ritiro o maggiore irritabilità, possono essere indicatori sottili di dolore sottostante.
Un approccio efficace alla gestione del dolore cronico dovrebbe essere multimodale e combinare vari trattamenti che affrontano diversi aspetti della condizione. Questi possono includere omeopatia, nutraceutici e terapie complementari come Reiki e agopuntura.
Per quanto riguarda il Reiki, la ricerca scientifica dimostra che l'uso del Reiki è un strumento utile per ridurre il dolore, con studi che mostrano miglioramenti nell'osteoartrite, nel recupero post-operatorio e anche nei pazienti oncologici. Ma quale ruolo potrebbe svolgere il Reiki in medicina veterinaria?
Il mio recente studio scientifico, “Impact of Distant Reiki on Owner Assessment of Health and Wellbeing of Adult Dogs: A Blinded, Placebo-controlled, Randomized Trial” , pubblicato nel Journal of the American Holistic Veterinary Medical Association (Luglio 2025), ha esplorato gli effetti del Reiki a distanza sulla salute e sul benessere canino. Si è trattato del primo studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo per indagare l'uso del Reiki nei cani, coinvolgendo 54 cani adulti, tutti di otto anni o più, divisi in due gruppi: uno riceveva sessioni di Reiki a distanza e l'altro fungeva da gruppo placebo.
Nel corso di sei settimane, i cani del gruppo Reiki hanno ricevuto sessioni settimanali di 30 minuti condotte a distanza da Maestri Reiki certificati, mentre i proprietari non erano a conoscenza dell'assegnazione dei gruppi. I livelli di dolore erano tra i principali risultati valutati.
I risultati sono stati promettenti: i cani del gruppo Reiki hanno sperimentato una riduzione statisticamente significativa del dolore dopo appena tre sessioni, con un ulteriore miglioramento alla fine delle sei sessioni. Al termine dello studio, tutti i cani del gruppo Reiki che soffrivano di dolore avevano mostrato miglioramenti, con oltre il 70% che ha sperimentato un sollievo da moderato a eccellente. Questi risultati offrono prove preliminari che il Reiki a distanza potrebbe essere un'aggiunta preziosa alla gestione integrativa del dolore nella pratica veterinaria.
Oltre al Reiki, l'omeopatia offre anche strumenti naturali per la gestione del dolore negli animali. Rimedi come Rhus toxicodendron, Ruta graveolens e Arnica montana sono spesso efficaci per gli animali con osteoartrite o disagio muscoloscheletrico, ad esempio. Tuttavia, è essenziale ricordare che l'omeopatia è individualizzata e il rimedio deve essere selezionato in base alla totalità dei sintomi dell'animale, il che significa che due animali con la stessa diagnosi potrebbero richiedere rimedi completamente diversi.
I nutraceutici sono un altra potente opzione nella gestione olistica del dolore cronico. Tra i più importanti c'è la PEA, o palmitoiletanolamide, un composto di acidi grassi naturalmente presente che aiuta a modulare l'infiammazione e a supportare il sollievo dal dolore a lungo termine. La PEA agisce interagendo con cellule non neuronali come i mastociti e la microglia, riducendo la risposta infiammatoria che contribuisce al dolore cronico. Supporta anche il sistema endocannabinoide, che svolge un ruolo centrale nella regolazione del dolore e dell'infiammazione. Sicura e ben tollerata anche per periodi prolungati, la PEA viene sempre più utilizzata sia in medicina umana che veterinaria per condizioni come l'osteoartrite e il dolore neuropatico.
La Boswellia serrata, un estratto erboristico derivato dalla resina dell'albero di Boswellia, viene utilizzata da secoli nella medicina Ayurvedica per trattare l'infiammazione e il dolore. I suoi composti attivi, noti come acidi boswellici, inibiscono gli enzimi che promuovono l'infiammazione e aiutano a ridurre il gonfiore, migliorare la mobilità articolare e proteggere la cartilagine. Inclusa nelle linee guida WSAVA, la Boswellia ha dimostrato efficacia nella gestione del dolore cronico nei cani e nei gatti, soprattutto in quelli affetti da malattie articolari.
La curcumina, il composto attivo della curcuma, è un altro potente anti-infiammatorio naturale. Agisce sopprimendo le vie infiammatorie nel corpo, inclusi citochine ed enzimi che sono noti per contribuire al dolore. La curcumina possiede anche forti proprietà antiossidanti, che possono aiutare a mitigare i danni cellulari associati all'infiammazione cronica. Quando combinata con altri nutraceutici come la PEA e la Boswellia, gli effetti della curcumina possono essere amplificati, offrendo benefici sinergici nei protocolli di gestione del dolore.
Insieme, queste terapie rappresentano un approccio compassionevole e basato sulle evidenze per la cura del dolore veterinario, che prioritizza non solo la guarigione fisica ma anche il benessere emotivo e la qualità della vita. Mentre riflettiamo durante il Mese della Consapevolezza del Dolore, ci viene ricordato che identificare e trattare il dolore è essenziale per onorare le vite dei nostri compagni animali. Combinando la conoscenza scientifica moderna con modalità olistiche come Reiki, nutraceutici e omeopatia, veterinari e caregivers possono lavorare insieme per garantire che gli animali non solo vivano più a lungo, ma anche in modo più confortevole e gioioso.





Commenti